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L'Apostolo nel Vangelo
 San Tommaso è uno dei dodici apostoli di Gesù, probabilmente suo coetaneo. Esercitava il lavoro di pescatore sul lago di Genezareth. Nel Vangelo di Marco Gesù salì sul monte, chiamò quelli che voleva che andassero con lui e ne costituì dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanerghes, cioè figli del tuono; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariote, che poi lo tradì. ( Mc. 3,13-19) Il numero dodici era ricco di significati per il popolo ebraico.
Rappresentava le dodici tribù che pur nella diversità costituivano l’unità del popolo d’Israele. Gesù scelse i discepoli attraverso la chiamata e un incontro personale con loro e poi li chiamò apostoli. Ai chiamati Gesù affidò una missione specifica: mettersi in cammino, annunciare la Buona Novella, guarire gli infermi, donare gratuitamente, dal momento che gratuitamente avevano ricevuto il dono della fede e della vocazione. Tommaso si pone alla sequela di Gesù totalmente, con i suoi limiti e il suo entusiasmo. Spesso gli riusciva difficile capire i discorsi di Gesù.
Nei Vangeli sinottici Tommaso viene nominato insieme con Matteo, negli Atti sta accanto a Filippo.  Il Vangelo di Giovanni parla di lui più degli altri, definendolo Didimo, cioè gemello. Esaminiamo le singole pagine evangeliche. Gesù, in una giornata molto particolare riceve il seguente messaggio dalle sorelle di Lazzaro: Signore, ecco colui che tu ami è malato. Gesù sapeva che quella malattia dell’amico sarebbe stato un mezzo per la glorificazione del Figlio di Dio. Per questo, dopo due giorni di sosta, disse ai discepoli: Andiamo di nuovo in Giudea. Ma i discepoli gli risposero che sarebbe stato molto rischioso ritornare in Giudea, dove proprio i Giudei avevano tentato di lapidarlo. Come sarebbe stato possibile tornarci di nuovo? Allora Gesù parlò della luce del giorno e delle tenebre della notte, del sonno di Lazzaro e della necessità di risvegliarlo. Ma gli apostoli non capirono. Gesù parlò più chiaro e disse che Lazzaro era morto, allora Tommaso, chiamato Didimo disse agli altri: “Andiamo anche noi a morire con lui” ( Gv. 11, 16) Tommaso in questo passo di Giovanni rivela una personalità determinata, disponibile a seguire Gesù sempre, fino a condividere con lui la stessa morte. Nell’Ultima Cena, mentre si avvicina il tempo della sua passione e morte, Gesù si rivolge ai discepoli e annuncia di andare a preparare un posto per loro, perché essi siano insieme con lui. Poi precisa: Del luogo dove io vado, voi conoscete la via. (Gv. 14,4) Tommaso, da uomo concreto, interviene dicendo: Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo conoscere la via? (Gv. 14,5) E Gesù risponde : Io sono la via, la verità e la vita.
La rivelazione di Gesù rivolta a Tommaso vale per gli uomini di tutti i tempi, perciò chiunque voglia intraprendere un cammino di fede potrà camminare al fianco di Tommaso e come lui accogliere la verità del Cristo morto e risorto per la salvezza della intera famiglia umana. Nel racconto della Passione di Gesù non si fa cenno a Tommaso, ma la sua sofferenza si capisce dagli avvenimenti successivi, che accadono dopo la Resurrezione. La sera di quel giorno, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi” Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono nel vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il padre ha mandato me, io mando voi. Detto questo, soffiò e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati. Quando i discepoli riferirono a Tommaso che avevano visto il Signore, lui stenta a crederci e afferma che se non lo vedrà con i suoi stessi occhi e non lo toccherà con le sue mani non crederà. (Gv. 20, 25) Otto giorni dopo la Pasqua, i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi". Poi disse a Tommaso: Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco e non essere incredulo, ma credente. Gli rispose Tommaso: Mio Signore e mio Dio! Gesù gli disse: Perché hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto. (Gv. 20, 26-29) Tommaso, partito da una condizione di incertezza e di dubbio giunge alla più bella espressione di fede. Sull’esempio di Tommaso, ogni uomo di buona volontà, partendo dal dubbio, può andare alla ricerca della fede in qualsiasi momento della vita e approdare all’incontro con Gesù Eucaristia inizio e compimento di ogni storia di salvezza personale.

 

 

 

 

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Può essere una goccia nel mare, ma è anche vero che il mare è pieno di gocce.

 

 

 

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