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La  Pala di San Eurosia,la santa invocata contro i fulmini, dipinta dal Razzetti nel 1850, é una libera interpretazione della Madonna di Foligno di Raffaello, forse presa a modello iconografico, con la consapevolezza che rappresenta un ex-voto di Sigismondo de' Conti per lo scampato pericolo del fulmine evidenziato nel paesaggio. 

 

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 Il quadro é una maestosa pala d'altare eseguita a Roma da Raffaello nel 1512, come primo lavoro pubblico, per la chiesa di Santa Maria Aracoeli. E' stata commissionata da Sigismondo de' Conti, segretario del Papa Giulio II, che la ordinò, forse, per grazia ricevuta alla scampata caduta di un meteorite, raffigurata come una palla di fuoco, nel meraviglioso paesaggio di sfondo lumeggiato in bianco. IL cuore del dipinto é il rosso delle vesti del committente, del Battista e della Vergine, " é il rosso dell'amore divino" che traspare.  Domina anche il celeste della corona angelica che contribuisce ad avvicinare lo spettatore al cielo .Con i cherubini in alto,  con la terra in basso, il nostro mondo, Raffaello ci vuole insegnare che l'invisibile é una ulteriore conformazione del visibile.

 


 

 

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Nel 1850 a  Levata, Razzetti  dipinge anche  Sant'Antonio Abate, e i ritratti del committente Botti Luigi e della moglie; il compenso per le due opere é di Lire.590.

 

 

Razzetti la vita e le opere

 

  

razzettiw.png - 653.44 kb Nasce a Mantova nel 1801 dove muore nel 1888. Nel 1819 studia presso l'Imperial Regio Liceo di Mantova e per la sua abilità riceve le lodi di Giovan  Battista Vergani (professore di disegno  nella Accademia Virgiliana  di Mantova), che gli  trasmette uno stile in linea con il gusto neoclassico, specializzato nella pittura di soggetto sacro e nel genere del ritratto.  Seppe per molti anni soddisfare le richieste delle committenza  ecclesiastica e privata locale dipingendo e restaurando molti quadri antichi ed insegnando.. Esegue varie pale d'altare ed una intera collezione di ritratti dei Principi e Principesse di Casa Gonzaga e numerosi pregevoli ritratti dei suoi contemporanei tra i quali  il Marchese Luigi Strozzi, Monsignor Pietro Rota vescovo di Mantova ,un cavaliere dell'Ordine del Redentore per Casa Cavriani,il senatore Giovanni Arrivabeni. ..

 

 

 

Negli anni giovanili si colloca una copia non datata dello Sposalizio della Vergine di Raffaello a Brera, dipinta per il marchese Ippolito Cavriani , il quadro ora si trova presso una collezione privata bolognese . Nel 1830  su committenza dei Nobili Capilupi  dipinge

 

 

 

 S.Gervasio.2W.jpg - 258.8 kb"La Vocazione di S. Luigi Gonzaga ,ora nella Chiesa di San Gervasio e Protasio di Mantova.                                                                                        

 

S.Gervasio.1W.jpg - 319.38 kbInquesta chiesa .nel 1836 esegue la pala per l'altare a S. Anna avente in braccio la gloriosa bimba eletta dal Cielo: Maria Bambina. Nel frattempo nel 1835 restaura la volta della sala dello Zodiaco in Palazzo Ducale.

 

 

 

 

 

 

 

 S.CaterinaW.jpg - 242.48 kbNel 1839 realizza nella chiesa di Santa Caterina l'affresco della Vergine e San Giovanni Battista che fa da fondale a un prezioso crocifisso ligneo quattrocentesco. Nel 1840 di notevole prespicuità ottica e da una ricchezza di dettagli decorativi  é il ritratto della marchesa Teresa Arrigoni, moglie del marchese Annibale Cavriani, con la figlia Drusilla ,in collezione privata,con  un camino che contiene al centro un finto bassorilievo che cita un marmo con Plutone e Proserpina del Museo di Palazzo Ducale, incassato nel 500 sotto la finestra dello studiolo di Isabella d'Este all'epoca del Razzetti.  Nel 1845 dipinge il Martirio di San Lorenzo che si conserva nel Museo Diocesano . Nel 1846 l'arte dei Calzolai gli fa dipingere un quadro in onore dei santi protettori Crespino e Crespiniano  e trasportato nella casa parrocchiale di Sant' Egidio ,ora  in una collezione privata. Uno stendardo che si trova nella basilica di Sant' Andrea ,probabilmente del 1850, che rappresenta i Santi Andrea e Lorenzo in adorazione del Preziosissimo Sangue di Cristo,é attribuibile al nostro pittore .     

 

 Del 1850 vi sono due importanti opere pubbliche del Razzetti: la prima è la pala di Sant'Eurosia , per la chiesa parrocchiale di San Tommaso a Levata, é una libera interpretazione della Madonna di Foligno di Raffaello, forse presa a modello iconografico, con la consapevolezza che rappresenta un ex-voto di Sigismondo de' Conti per lo scampato pericolo del fulmine rappresentato nel paesaggio,sant'Eurosia,dipinta nella tela del Razzetti, è proprio la santa invocata contro i fulmini, . L'altra opera é la pala di Santa Libera nella chiesa di Santa Maria della Carità ,completata l'anno successivo.   

  

 Per la chiesa di San Tommaso Abate a Levata, esegue anche la pala dedicata a Sant' Antonio Abate  con alla base i ritratti di marito e moglie committenti dell'opera. Nel 1852 il Razzetti stende una relazione per il restauro del Martirio di San Sebastiano nell'omonima chiesa, restaura la Predica di San Giovanni Battista e Santa Cecilia affrescate da Felice Campi in Sant'Andrea, ed esegue i lucidi dagli affreschi trecenteschi della cappella di San Ludovico da Tolosa in San Francesco.  1854 La Resurrezione di Lazzaro , posta in San Andrea, é tra le opere meglio riuscite del Razzetti, quanto a compostezza e monumentalità , e può essere confrontata con la pala di San Tomiò a Verona, in lavorazione in quegli anni.  TRa la fine del 1857 e i primi mesi del 1858 il Razzetti esegue un'opera molto citata : le copie ad acquerello degli affreschi medievali della cappella Bonacolsi, nel palazzo Acerbi Cadenazzi (MN museo di Palazzo Ducale); le pitture sono del primo Trecento e di gusto giottesco; gli acquerelli del Razzetti sono assai utili per ricostruire l'originale assetto delle decorazioni. Nel 1858 restaura tutti i dipinti della cappella del Mantegna in Sant' Andrea e l'anno successivo il restauro della tela rappresentante l'Invenzione del Preziosissimo,collocata nella cappella Cantelma  (Sant' Andrea).Nel 1860 esegue la pala della Purificazione della Vergine posta sull'altare maggiore di Santa Maria della Carità,l'opera esiste ancora ma é molto deteriorata.  1861 dipinge il ritratto del marchese Luigi Strozzi (collezione privata). Un quadro con la stessa raffinatezza esecutiva che possa essere assegnato al Razzetti é il bel ritratto di Virginia Chigi, moglie di Galeazzo Guidi di Bagno,databile entro il 1870. Nel 1863 dipinge un quadro che rappresenta gli appestati di colera del 1836 con San Tommaso che invoca la Beata Vergine Immacolata che ora si trova nella chiesa veronese di San Tomiò sopra l'organo in controfacciata. (Fig.12) Nell'enorme tela ,massimo sforzo creativo e compositivo del Razzetti, si coniugano ricordi dell'arte di Giulio Romano e di Raffaello, evidenti nella citazione della Trasfigurazione vaticana  Nel 1863 nell'Accademia Virgiliana ha aperto una scuola pubblica e gratuita di disegno, dove diviene nel 1880 membro della prestigiosa istituzione. Dalla metà degli anni Sessanta le notizie sulla sua attività si diradano. Entro il 1873 il pittore completa la statua dipinto a fresco di chiaro scuro al di sopra dell'urna di San Gregorio Nazianzeno, nella cappella Boschetti in Sant'Andrea, e nel 1877 dipinge la sua ultima opera pubblica: il secondo grande riquadro della navata centrale della basilica di Sant'Andrea, con la presentazione di GESU' CHE GUARISCE IL CIECO NATO  .  Le notizie sul pittore si diradano dopo l'entrata di Mantova nel Regno D'ITALIA (1866). La sua ultima attività é confinata al genere del ritratto,morirà ottantasettenne sul chiudersi dell'anno 1888.